Le Origini del Tai Chi Chuan

Origini e legami con l’antica filosofia taoista

La LeggendaIl TaoConfucianesimo, Taoismo e Buddismo CineseLa Dottrina TaoistaIl Buddismo Ch’an/ZenLa Nascita Del Tai Chi ChuanI Principali Stili Del Tai Chi ChuanLo Stile Ch’enLo Stile YangLo Stile Wudang

La Leggenda

La teoria e la pratica della Meditazione e degli esercizi spirituali per la salute sono aspetti molto antichi della storia della cultura Cinese. La loro origine risale a prima dell’inizio dell’era storica pertanto dobbiamo considerare leggendarie le argomentazioni su come vennero sviluppati.
Secondo una leggenda accreditata per molto tempo, il famoso Imperatore Giallo, Huang Ti, che governò si dice per cento anni a partire dal 2700 a.C. e al quale risale la tradizione della sessualità segreta Taoista, incontrò su una montagna il saggio immortale Kuang Cheng-Tze.
Il Maestro immortale consigliò all’imperatore, al fine di preservare la vita ed evolversi spiritualmente, di stare attento a non stimolare smodatamente le sue passioni e le emozioni, ma piuttosto di sedersi spesso tranquillamente per rendere la mente più quieta e intuitiva. Secondo la sua storia, sembra quindi che l’Imperatore Huang Ti praticasse la Meditazione e delle forme di esercizio chiamate Dao Yin.
Basato su particolari movimenti del corpo armonizzati alla respirazione e alla profonda focalizzazione mentale, il Dao Yin rappresentava una disciplina tramite cui l’energia vitale e i processi automatici del corpo potevano essere potenziati e guidati al fine di permettere un funzionamento di gran lunga superiore alla normalità.
Distillando dalla leggenda, sembrerebbe quindi che nell’ambito della corte di Huang Ti si conoscevano pratiche che senza dubbio si basavano sulla concentrazione mentale, su un’alternanza di movimento e riposo, di inspirazione ed espirazione, espressioni dirette del principio antichissimo universale dello Yin e Yang. Queste pratiche furono le antesignane della Meditazione Taoista e di alcuni metodi legati alle “Arti Interne” in particolare il Qi Gong e il Tai Chi Chuan.
Queste conoscenze naturalmente a quel tempo venivano gelosamente mantenute segrete ed infatti solo parecchio tempo dopo il Taoismo si diffuse e prese piede.
Comunque la struttura che sottende queste pratiche è basata in ultima analisi sul significato profondo del Tao, ovvero sulla polarità e unificazione degli opposti.

Il Tao

HsiaoChao1130 1160Secondo il Taoismo tutte le manifestazioni dell’universo sono basate sulla natura duale (polare) degli accadimenti, tale polarità è rappresentata dalle due forze Yin e Yang, gli opposti.
Le due opposte manifestazioni dello Yin e dello Yang possiedono una valenza universale e quindi sottintendono i fenomeni cosmici, quelli della natura e così anche le funzioni del corpo umano.
Per dare una visione pratica del principio del Tao, il cielo è Yang mentre la terra è Yin, il giorno è Yang e la notte è Yin, sul piano degli esseri animati il maschio è Yang e la donna è Yin, lo spirito è Yang mentre il corpo è Yin, in assoluto il movimento è Yang, la stasi è Yin….
Secondo la concezione Taoista tutti i fenomeni dell’universo si manifestano nel bilanciamento e nella relazione dinamica di queste due forze, quindi anche la salute e l’essenza umana rientrano nella natura universale di questa dinamica.
Da tempi antichissimi i saggi cinesi, dall’osservazione sottile dei fenomeni della natura si misurarono sulla questione di come penetrare l’essenza della natura duale dell’esistenza e dell’universo, nonchè di come mantenere in equilibrio e riprodurre questo tipo di energia dinamica tanto da prolungare la vita e la creatività dell’individuo.
La vita a contatto con la natura, il susseguirsi ciclico degli eventi e la raffinatezza del pensiero dell’uomo che li osservava, hanno dato vita ad un atteggiamento filosofico naturalistico sempre legato alla ricerca vissuta e sperimentata, che poi sistematizzato e sintetizzato nei secoli ad opera di vari sconosciuti, costituì un testo che ancora oggi affascina e crea mistero: Lo “I Ching” (Il grande libro dei mutamenti).
Una prima documentazione sistematica dei principi del Tao e quindi delle relazioni che intercorrono tra l’energia Yin e l’energia Yang si trova nei contenuti dell’”I Ching”, il più antico e più importante testo ufficiale della filosofia metafisica cinese.

Confucianesimo, Taoismo e Buddismo cinese

ConfucioProbabilmente la filosofia di K’ung fu Tzu, latinizzato Confucio, divenne una filosofia di massa ed è più nota a noi occidentali per il fatto che, nella Cina imperiale, le sue elaborazioni etiche furono forzate e adottate dai curatori della cultura ufficiale come codice morale, diffuso e imposto non solo come strumento di educazione civica ma anche come materia di studio per chiunque coltivasse l’ambizione di accedere ad una carica pubblica. Questo avvenne a tal punto che il Confucianesimo assunse addirittura le caratteristiche di una “religione di Stato”.
Confucio visse nell’antica Cina feudale tra il 551 a.C. e il 479 a.C., nel periodo noto come quello
“degli stati guerreggianti”; le più potenti case nobiliari si contendevano, tra guerre continue, l’egemonia sull’impero destinato a non raggiungere l’unificazione fino al 222 a.C. con il prevalere della nobile dinastia Ch’in, da cui il nome Cina.
Egli fu inizialmente uno degli esperti e consiglieri dei signori feudali, poi un educatore esperto di uomini completi che ambivano ad assumere incarichi di prestigio nella società.
La sua speculazione e la sua azione era sintetizzata in insegnamenti di carattere etico-politico, rivolti al sovrano ed ai suoi sudditi, finalizzati al raggiungimento di un nuovo ordine sociale, contrapposto ad una allora mancanza di regole.
La speculazione di Confucio era fondata sullo studio e la conoscenza degli insegnamenti antichi, da lui chiamati e trasmessi come “ I Classici” tra cui anche l’I Ching, ma egli non elaborò mai i principi del Tao sotto l’aspetto metafisico, ma utilizzò sempre il termine Tao per indicare generalmente l’Ideale etico delle antiche trasmissioni.
Il suo insegnamento ruotava intorno al concetto di Jen, qualcosa di più profondo della solidarietà, Amore per gli altri e per la società. Lo Jen si doveva esprimere con un comportamento attivo (Chung) cioè l’adoperarsi per gli altri e un comportamento passivo (Shu) ossia l’astenersi dal danneggiare gli altri.
Sulla base di questo, secondo Confucio gli uomini dovrebbero corrispondere nel loro agire quotidiano all’essenza che il nome dei loro ruoli esprime, ogni padre dovrebbe comportarsi secondo l’ideale di Padre, così il Maestro, così il Governante e così via.
L’osservanza del valore dello Jen e tutto ciò che gli ruota attorno per Confucio trova applicazione in nuovi e virtuosi comportamenti sociali e personali, codificati nella ritualità.
Rispettare il cerimoniale, i rituali, iniziando dai più semplici e quotidiani, significa manifestare con il proprio comportamento la comprensione e l’adesione ai valori più profondi che essi simboleggiano, significa dichiarare il proprio senso di appartenenza al gruppo o alla società ideale in senso più ampio.
Il Tai Chi Chuan, ha comunque ereditato dalla forza del pensiero Confuciano – nei secoli radicato nella cultura sociale cinese – l’adesione al rituale, l’attenzione massima al proprio comportamento corporeo e gestuale, il valore dell’amore per se stessi vissuto nella valorizzazione della propria salute coltivando e tesaurizzando le proprie risorse profonde, fino alla devozione verso l’antica tradizione che testimonia il desiderio di preservare un sapere millenario che ci si assume l’impegno di penetrare e tramandare.

La dottrina Taoista

laotzu2La vera dottrina Taoista si andò codificando intorno a personaggi che conducevano apparentemente l’esistenza del contadino ma che nonostante ciò si dedicavano esclusivamente alla propria salute spirituale disprezzando lo zelo missionario di che tentava di migliorare la società o di farne un ideale etico. Questi “Saggi nascosti”, lontani dalle corti feudali e che si rifiutavano di prendere parte alla vita pubblica, raccoglievano attorno a sé gruppi di discepoli, e i loro insegnamenti spirituali, metafisici ed esoterici, si tramandavano per via esperienziale; solo qualche frammento e due importanti testi, il ”Tao Te Ching” e il “Chuang Tzu” ci sono rimasti del vero “Taoismo filosofico”.

“ Il Tao è al di là delle parole e al di là della comprensione.
Le parole possono essere usate per parlarne , ma non possono contenerlo.
Il Tao esisteva priva delle parole e dei nomi, prima del cielo e della terra,
prima delle diecimila cose.
E’ il padre e la madre illimitati delle cose limitate.
Quindi, per vedere al di là dei limiti il sottile cuore delle cose,
liberati dai nomi, dai concetti, dalle aspettative, dalle ambizioni e dalle differenze.
Il Tao e le sue innumerevoli manifestazioni sorgono dalla stessa fonte:
la sottile meraviglia dell’oscurità misteriosa.
Questo è l’inizio di ogni comprensione”.

Ecco che Lao Tzu, Maestro leggendario che forse visse tra il V e il VI secolo a.C. (quindi contemporaneo di Confucio) e autore del Tao Te Ching, ci invita, al contrario di Confucio, ad abbandonare quello stato di illusione che si nasconde dietro ogni concetto di organizzazione perfetta e razionale.
Secondo la filosofia sottile contenuta nel Tao Te Ching, l’uomo dovrebbe ricercare l’innocenza infantile perduta, il saggio che vuole comprendere deve riuscire a costruire una familiarità con il “vuoto” e quindi con il “non agire”, il che significa cominciare con lo svuotarsi delle nozioni sedimentate nella propria mente, liberarsi dai preconcetti e dalle strutture culturali disponendosi ad apprendere nuovamente in una nuova condizione esistenziale senza ambizioni egocentriche e con la leggerezza infantile.
Solo allora ci si può disporre alla vera conoscenza del mistero dell’uomo, della vita, del Tao.
Ciò è possibile abbandonando le modalità conoscitive razionali adottate dall’intellettuale e semplicemente imparando a guardare dentro se stessi, orientandosi verso una conoscenza sperimentale, basata sul corpo e sulle leggi della natura anziché sul sapere razionale dei dotti.
Così il ricercatore Saggio raggiungerà “l’illuminazione”, non parlando ma ascoltando, prendendo coscienza del proprio “Centro” e conoscendo Se stesso. Trovare il Centro del proprio essere è semplice, ci dice Lao Tzu, è sufficiente raggiungere il silenzio: “fai tacere i tuoi sensi e il tuo pensiero, fai il vuoto, sperimenta il non agire e sarai il tuo Centro”.

La conoscenza degli altri è intelligenza,
la conoscenza di se stessi è illuminazione.
La conquista degli altri è potere,
la conquisa di se stessi è forza.
Conosci ciò che è essenza e sarai ricco.
Persevera e svilupperai la volontà.
Rientra nel centro e sarai sempre a casa.
Muori senza morire e vivrai per sempre”.

Nel pensiero di Lao Tzu ritroviamo chiaramente i principi fondanti delle pratiche spirituali che poi si svilupparono nei secoli, ad esempio dal Tao Te Ching: “il tenero vince il duro” e “per realizzare il culmine del vuoto assoluto, mantieni lo stato di pace perfetta. Mentre la moltitudine delle cose giunge all’esistenza, osserva la dialettica fra i loro opposti, il loro rapporto dinamico è il motore dell’esistenza, ma oltre c’è il Tao. Malgrado che le cose fioriscano esse ritornano tutte alla loro origine, al Tao. Tornare all’origine è pace, è felicità, ciò vuol dire affidarsi al proprio destino” sono realizzazioni che ritroviamo alla base della pratica della Meditazione e del Tai Chi Chuan.
Due secoli più tardi Chuang Tzu lo rese ancora più chiaro.

Con Chuang Tzu i legami tra la filosofia Taoista e l’esercizio di pratiche spirituali è assolutamente evidente al punto da poter affermare che la dottrina Taoista non fu altro che una vita vissuta filosoficamente.
Nel capitolo del suo testo intitolato “Ta tsung shih” (Il più grande e venerabile Maestro) troviamo:
“..respirava molto profondamente, e la respirazione gli proveniva dai talloni, mentre la respirazione degli uomini comuni proviene solo dalla gola”. Questo per i più era incomprensibile ma quando si fa riferimento alla pratica del Tai Chi Chuan tutto si chiarisce.
Di fatto nella pratica della Meditazione e del Tai chi Chuan, per respirazione non si intende solo l’utilizzo del respiro ma anche un processo che coinvolge la nostra energia vitale e il corpo intero, inclusa la circolazione del sangue e dell’ossigeno fino alle estremità.
Ancora in altri passaggi del testo si allude al flusso di energia vitale e al suo controllo attraverso il corpo. Nel capitolo intitolato “Yang sheng chu” (Principi di salute e longevità) troviamo:
“Guida con la mente l’energia vitale su e giù per il Tu Mo in modo costante. Ciò contribuirà a mantenere il corpo in salute e a prolungare la vita”. In realtà il Tu Mo è uno dei canali energetici attraverso cui fluisce l’energia vitale dal coccige fino alla sommità della testa.
Altri brani indicano l’esercizio della respirazione combinata a movimenti del corpo ad imitazione di caratteristiche di animali ed uccelli.
Il Tai chi Chuan non fu elaborato che secoli dopo Chuang Tzu, è tuttavia evidente che quest’ultimo fosse a conoscenza di pratiche e metodi che dovevano essere basilari e comuni tra i Maestri Taoisti, metodi che derivavano dal Dao Yin dell’imperatore Giallo Huang Ti e che furono gli antesignani del Tai Chi Chuan.
E’ molto interessante inoltre scoprire come in conformità con i principi del Tao, dello Yin e Yang, queste pratiche fossero sempre conformi all’alternanza tra movimento e immobilità della meditazione, e questo sempre allo scopo di una trascendenza spirituale e non per fini esterni.
E’ evidente che la pratica della meditazione e quella degli esercizi erano ciascuna indispensabile al successo dell’altra al punto che ai più alti livelli i due aspetti si fondono automaticamente e inconsapevolmente insieme.

Il Buddismo Ch’an/Zen

bodidharma2Un evento di considerevole importanza che prese corpo durante la dinastia Han, durante il VI secolo d.C., fu il diffondersi in Cina del Buddismo Mahayana, che ad opera della leggendaria figura del Bodhidarma divenne in Cina il Buddismo Ch’an, lo stesso che in Giappone prese il nome di Zen.
Il Bodhidarma , arrivato in Cina dall’India sembra nel 520 d.C., si stabilì nel monastero di Shao Lin e da lì trasmise i suoi insegnamenti che si fusero con l’essenza degli insegnamenti Taoisti . Sorprendentemente tale fusione non comportò nessuna incomprensione, bensì una sintesi formidabile tra Buddismo indiano e Taoismo che dette origine appunto al Buddismo Ch’an che acquistò, nella tradizione filosofica Cinese, un’importanza pari a quella del Confucianesimo e di quella Taoista.
La novità e l’insubordinazione alle regole tipica del Buddismo Ch’an è evidente nel sistema di trasmissione del pensiero, fondamentalmente orale e diretta, rivolta più a raccomandare la pratica integrale dei principi nella disciplina e nella vita che non a cercare di descriverli o studiarli come facevano i dotti commentatori dei Sutra in India.
“Solo attraverso la pratica e la Meditazione si può arrivare al Risveglio, ragionamento e indottrinamento sono assolutamente inutili”.
Uno sviluppo particolarmente importante nella tradizione della Meditazione e nell’esercizio di pratiche spirituali fu l’invenzione del metodo di esercizi Shao Lin da parte del Bodhidarma.

Durante gli anni di insegnamento nel monastero di Shao Lin egli si rese conto che i suoi discepoli si stavano indebolendo fisicamente. Inoltre la portata dissacratrice del pensiero Ch’an/Zen, funzionale più ad un atteggiamento di insubordinazione che di accettazione dell’ordine sociale costituito, nonchè la forte adesione anche popolare che il Ch’an ottenne in tutta la Cina, creò una forte avversione da parte di ogni potere istituzionale che voleva mantenere un dominio sulle coscienze dei propri sudditi.
Tutto ciò comportò un conseguente continuo pericolo di persecuzioni per il monastero di Shao Lin.
Bodhidarma riflettè a lungo su come i discepoli di Shao Lin potessero penetrare la dura disciplina nel pieno della salute e difendersi dalle persecuzioni del Potere, forte delle sue conoscenze nelle tradizioni dello Yoga infine elaborò un metodo che esemplificava i principi fondamentali della tradizione indiana e della filosofia Taoista secondo cui dalla quiete della Meditazione emerge il movimento e viceversa. Egli sistematizzò una serie di forme di esercizi che avevano lo scopo di potenziare il flusso di energia vitale nel corpo assieme alla stimolazione della circolazione sanguigna e allo scioglimento delle articolazioni, Qi Gong, le Arti Interne, poi codificate generalmente come Nei Chia.
Dopo ciò, si potevano poi allora rendere gli esercizi e i movimenti più vigorosi e sintetici sviluppando metodi potenti di combattimento a mani nude e con armi quali coltelli e bastoni, gli Stili Esterni, poi decodificati come Whai Chia.
Il metodo Shao Lin divenne così nei secoli il più famoso metodo di invincibile Arte Marziale il Kung Fu.

La nascita del Tai Chi Chuan

SacreMontagneWudangParallelamente nel Sud della Cina, nelle sacre montagne del Wudang, nell’ambito dei monasteri di Wudang, si erano sviluppate sempre di più, la dottrina Taoista e le relative pratiche alchemiche e terapeutiche ad essa correlate. Anche qui nei secoli gli eremiti avevano sperimentato pratiche spirituali basate sull’alchimia del Chi, sull’agopuntura, sul massaggio Tui Na, su regole alimentari e su esercizi ginnici e meditativi al fine di acquisire salute e longevità.
Sulla scia di questa realtà sembra che centinaia di anni più tardi il grande Maestro Chang San-feng (forse 1200-1300 d.C.), profondo conoscitore dello Sholin Chuan e di tutte le antiche forme di saggezza, I Ching, Confucianesimo, Ch’an, e Taoismo,wudang3
creò dopo un lungo ritiro sulle montagne, il sistema di esercizi ad imitazione della natura, conosciuto come il tradizionale Tai Chi Chuan.
Lo scopo era quello di elaborare una forma di disciplina che potesse portare l’uomo a fondersi con i principi universali del Tao, complementare alla Meditazione e altresì finalizzata alla salute, solo più tardi nella sua diffusione il Tai Chi Chuan divenne un Arte Marziale (combattimento della suprema polarità).

I principali stili del Tai Chi Chuan

Negli stili derivati da questa disciplina possiamo trovare riflessa la sua stessa storia. Ogni Maestro ha comunicato all’allievo le proprie conoscenze e realizzazioni guidandolo nella sua formazione, in questo modo si è tramandata la tradizione.
Ogni allievo, a sua volta divenuto Maestro, ne ha interpretato gli insegnamenti e li ha adeguati al cambiamento dei tempi, in questo modo il Tai Chi Chuan è evoluto e si sono differenziati gli stili.

Lo stile Ch’en

Una delle più antiche famiglie che si tramandò gelosamente l’Arte del Tai Chi Chuan è quella Ch’en da cui il nome.
L’essenza dello stile Ch’en è data dalla profonda dedizione all’aspetto marziale, con movimenti difficilissimi, veloci, di grande vigore e con lo studio di una forma chiamata vecchia intelaiatura. Negli anni questo stile è stato semplificato dai discendenti della famiglia per consentirne una maggiore diffusione.

Lo stile Yang

Lo stile Yang nasce dai discendenti della famiglia Yang che in antichità riuscirono ad infiltrarsi nella scuola della famiglia Ch’en e ne interpretarono lo stile.
L’essenza dello stile Yang è costituito da una forma chiamata grande intelaiatura che viene dalla vecchia intelaiatura, con movimenti ampi, morbidi, lenti e continui.

Lo stile Wudang

Pu RuLa pratica Wudang, la più antica, nasce come arte marziale morbida prettamente Taoista che integra i profondi principi Yin e Yang, i legami con i cinque elementi (acqua, metallo, legno, fuoco, terra) e la filosofia di Lao Tze. Le arti Wudang, in quanto interne, danno molto risalto alla meditazione e sono particolarmente famose per le tecniche di Qi Gong.
Questo stile, viene attribuito appunto al lavoro di Chang San-feng il quale secondo le antiche leggende, visse per più di 200 anni.
Lo stile Wudang che si è evoluto col passare dei secoli, si sviluppa come stile interno, caratterizzato da movimenti morbidi, sinuosi e leggeri. Questo stile applica a pieno regime il principio di “naturalezza”, nel senso di Wu Hsi (non azione), che realmente significa non essere innaturale; significa vera spontaneità, cioè sostenere tutte le cose nella loro essenza, il che comporta la trascendenza e l’abbandono naturale al trasformarsi spontaneo degli eventi.