La Via del Tantra

La profondità delle cose

“La Yogini, allora, parlò al suo discepolo ancora della via Tantrica:
siamo arrivati ai cinque Tattva della percezione: la pelle, l’occhio, la lingua, il naso, le orecchie.
I 36 Tattva sono gli elementi costitutivi della realtà e questi cinque, sono collegati agli organi dei sensi.
Se impariamo ad utilizzarli pienamente come strumenti di Coscienza, la Coscienza si apre all’infinito.

Noi perdiamo però la loro ricchezza, tutto si perde nella fretta, nella superficialità e nell’ignoranza:
da quanto tempo non avete baciato da perdervi il respiro, da sentire vertigini e rossore al volto, l’intensa circolazione dell’energia che si attiva e invade tutto il corpo?

Da quanto tempo non avete percorso con le labbra l’intero corpo di colui che amate, inebriandovi di ogni cosa?

Da quanto tempo non avete fiutato la pelle e i capelli del vostro amante perdendovi totalmente? Da quanto tempo non fiutate la gioia o l’angoscia di lui e degli altri esseri?

Da quanto tempo il vostro sguardo non si perde negli occhi di colui che state amando fino ad arrivare a guardare la sua anima?

Da quanto tempo non avete sentito ciò che l’altro essere vi diceva, non per le sue parole, ma per la vibrazione e l’energia di quel momento?

Allora ora la tua pelle e la mia si sfiorano, è come se tutta la tua pelle sfiorasse la mia pelle e un brivido percorre interamente il corpo e la mente e tu entri nell’Essenza del tatto!
Attraverso di me è l’universo intero che si insinua sotto la tua mano, dentro la tua pelle.
E’ possibile che due corpi si tocchino completamente? Che ogni millimetro della tua pelle tocchi la mia?

Allora che cos’è l’Amore, cos’è l’unione tantrica?

Senza un’esperienza profonda delle cose, il Cuore non si apre!

Tutto ciò di profondo che escludiamo dalla nostra esperienza, per poca attenzione o inconsapevolezza, per superficialità o ignoranza, per pigrizia o superbia, per paura o per principio, per dogmatismo o per credenza; alimenta il nostro sistema protettivo che si trasforma lentamente in prigione e aridità.
Arriva il giorno nel quale siamo così imprigionati in noi stessi che la vita non riesce più nemmeno ad avvicinarci, a toccarci e gli atri a comprenderci.

La non consapevolezza nei Tattva, la non esperienza profonda dei Tattva, è il modo nel quale noi costruiamo la nostra solitudine e la barriera al Risveglio!”